Oggi i linguaggi di programmazione per bambini compiono 50 anni e per l’occasione Google ha realizzato il primo Doodle per imparare il coding da zero. Il Doodle è stato realizzato dai tecnici di Google insieme team Blockly e i ricercatori di MIT Scr atch.  In questo gioco interattivo un coniglietto deve ricevere istruzioni attraverso il posizionamento di alcuni blocchi per muoversi e raggiungere le carote da mangiare.

L’iniziativa rientra nella settimana del Computer Science Education dal 4 al 10 dicembre, un evento annuale per integrare i linguaggi di programmazione nei programmi didattici e avvicinare i bambini al mondo dell’informatica.

L’idea di approcciare al coding sin da bambini è nata nel 1960 grazie al matematico, informatico e pedagogista del MIT Seymour Papert che, prima ancora dei personal computer, realizzò Logo, il primo linguaggio di programmazione pensato per i più piccini.
Il linguaggio Logo inizialmente fu utilizzato per muovere un semplice robot che rispondeva a dei semplici comandi del tipo FORWARD 50 per andare avanti di 50 passi o RIGHT 90 per girare a destra di 90 gradi. Il primo di questi robot aveva una corazza simile a quella di una tartaruga, da cui il nome del cursore che aveva la forma di un piccolo triangolo. Nella pratica Logo consentiva di far muovere il cursore su uno schermo nero, sul quale poter tracciare percorsi e ottenere delle figure geometriche.

Papert è stato il primo a riconoscere nel coding uno strumento fondamentale per sviluppare le capacità logiche e matematiche dei bambini. Questo linguaggio significava aprire le porte alle capacità di progettazione dei bambini, rendendoli indipendenti e capaci di controllare un linguaggio fondamentale in qualsiasi disciplina matematica e scientifica.

Se negli anni ’60 questo ramo della pedagogia poteva sembrare ancora visionario, negli anni ’80, con la maggiore diffusione dei personal computer, i linguaggi di programmazione destinati ai più piccoli iniziarono a diffondersi sempre più.

Sulla stessa linea di Logo è stato creato Scratch, un progetto totalmente gratuito sviluppato dal MIT sulla base delle idee di Papert, che “insegna ai giovani a pensare in maniera creativa, a ragionare in modo sistematico e a lavorare in maniera collaborativa (…) capacità essenziali per chi vive nel XXI secolo“. Scratch utilizza dei blocchi che permettono al piccolo programmatore di sviluppare ogni tipo di applicazione interattiva. Questo linguaggio oggi è usato nei musei, biblioteche, scuole e centri ricreativi di tutto il mondo.

In Italia il Ministero dell’Istruzione in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (CINI) ha organizzato alcune valide iniziative di programmazione per bambini.

Nell’era del digitale approcciarsi sin da piccoli al mondo dell’Information Technology è veramente importante.

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