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In Italia sono sempre più le aziende che sostengono il processo di digitalizzazione; un quadro che non è direttamente proporzionale alla presenza interna di profili altrettanto specializzati.

“Per accelerare sul digitale, occorre accelerare su chi ha le competenze per abilitarlo. Più professionisti esperti (laureati e non), più formazione di qualità, più soft skills sono tra i fattori determinanti per ridurre il gap domanda-offerta di competenze digitali. Non solo i progetti digitali ritardano per carenza di personale con skill adeguati, ma aumenta la disoccupazione di forza lavoro con competenze in obsolescenza.” – Afferma l’Osservatorio Delle Competenze Digitali

Dalla quinta edizione dell’ Osservatorio Delle Competenze Digitali è emerso che nel mercato delle professioni ICT , nel 2019, è stata molto alta la domanda, da parte delle aziende,  di profili specializzati nel settore dell’information and communication technology. Una domanda che purtroppo fatica a trovare la giusta offerta.

Quali sono i profili più ricercati? Oltre 106mila gli annunci di lavoro rivolti a professionisti ICT: il 27% in più rispetto al 2017. Profili ricercati  sul web attraverso l’uso di apposite piattaforme per il recruiting.

I più gettonati? Gli sviluppatori di software (quasi 49.000 gli annunci di lavoro). Nonostante la richiesta sia stata alta, il dato sconfortante è che circa il 30% degli annunci di lavoro per sviluppatori è rimasto senza risposte per una media di sessanta giorni. Seguono i Digital Consultant (Oltre 12mila annunci di lavoro in un anno in tutta Italia) e Digital Media Specialist (più di 7mila).

Cresce anche la domanda di esperti nei processi ICT più coinvolti nelle iniziative di trasformazione digitale quali:

  • Systems analyst
  • Systems Administrator
  • Service Support
  • Business information manager
  • Enterprise Architect Test Specialist
  • Database Administrator

Ci sono poi le professioni non ancora intercettate dagli standard che descrivono le competenze e le abilità dei professionisti ICT ma che presto saranno ruoli ben definiti. L’adozione di architetture e servizi in Cloud, l’aumento dei dati e algoritmi, una maggiore sicurezza aziendale, generano una domanda alta di professionisti esperti dei settori  AI (Artificial Intelligence), IoT (Internet of Things) Big Data, Blockchain , Cloud Computing .

Un dato altrettanto interessante è l’aumento, assieme alle competenze tecniche, delle cosiddette Soft Skill: oggi le aziende cercano professionisti ICT bravi tecnicamente e con buone caratteristiche interpersonali. Le competenze più richieste sono capacità comunicative, team work, problem solving, proattività e una buona gestione dello stress.

 

Previsioni

Per il triennio 2019-2021 sono previste tra le 67.100 e le 94.500 offerte di lavoro nel mercato delle professioni ICT, ma il sistema scuola italiano riuscirà a fornire appena 82.ooo tra laureati e diplomati. In più le aziende cercano più laureati e meno diplomati.  Purtroppo i giovani laureati sono molto meno rispetto ai posti di lavoro disponibili del 35% e molti di più sono i diplomati.  Ma è pur vero che i diplomati ICT nella maggior parte dei casi restano tali e non proseguono la formazione universitaria perché trovano lavoro entro sei mesi dalla fine del percorso scolastico.

 

Soluzione ideale

Un quadro del genere definisce la necessità di ridurre i tempi di ricerca e migliorare le qualità della formazione per allineare domanda e offerta di competenze ICT

Per affacciarsi al mercato delle professioni ICT è necessario seguire l’andamento della domanda, adeguandosi all’alto grado di specializzazione e all’alto know how tecnico ricercato dai selezionatori. È opportuno proporre corsi innovativi focalizzati su Big Data e Data Science, Sicurezza Informatica, AI e IoT.

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