Colloquio di lavoro: le tipologie

Quanti CV hai inviato? A quanti diversi annunci di lavoro hai risposto? Quante lettere di presentazione hai scritto? E poi… finalmente è successo! Ti hanno chiamato per il tanto sperato colloquio di lavoro. Ma dopo l’entusiasmo iniziale, ecco che subentra l’ansia su cosa ti chiederanno… chissà se sei preparato abbastanza… come presentarti.

STOP! FERMA LA MENTE!
In questi momenti, proprio quando arrivano tutti questi pensieri, fai un lungo respiro. Caccia via la negatività. Libera la mente.
Oggi cercherò di alleggerirti un po’, mostrandoti,  in questo articolo, le probabili domande che ti faranno al colloquio di lavoro e consigliarti le potenziali risposte.

Tipologie di colloqui
Partiamo da una piccola premessa: i colloqui non sono tutti uguali, ma possiamo individuare diverse tipologie:

  • Colloquio conoscitivo
  • Colloquio motivazionale
  • Colloquio tecnico

Ogni azienda sceglie che tipo di colloquio sostenere in base ai propri parametri, le proprie urgenze ed esigenze. Inoltre è possibile scegliere se fare un colloquio individuale o di gruppo; se via Skype o di persona.

Ad esempio, nel nostro caso, nell’area della Formazione, ci occupiamo di colloqui individuali conoscitivi e motivazionali per la selezione dei ragazzi interessati ai nostri corsi. Mentre, per l’area Risorse Umane, i colloqui sono più dettagliati. Avviene prima un breve colloquio conoscitivo telefonico, per testare l’interesse del potenziale candidato e fissare un appuntamento.  Il secondo step è un colloquio individuale tecnico conoscitivo.

L’obiettivo del colloquio conoscitivo è conoscerti, saperne di più su chi sei, cosa fai e capire se sei potenzialmente adatto alla posizione per cui ti sei candidato.

Quali sono le domande che possono sottoporti in questa prima fase?Quella tipica, la classica è “Mi parli di lei: chi è e cosa fa?” un primo approccio per sciogliere il ghiaccio; un modo da parte del recruiter per verificare come ti presenti e che considerazione hai di te stesso. Potrebbe sembrarti innocua questa domanda, ma non lo è. È una domanda importante. Per questo ti consiglio di non parlare troppo, non essere presuntuoso, sii umile. Fai attenzione! Se vedi che l’interlocutore è solo apparentemente interessato, non continuare.

Cerca di essere breve e coinciso, ripercorri cosa stai facendo al momento, dando una definizione chiara e precisa del tuo lavoro e della tua professionalità. Parla delle tue passioni, se hanno un collegamento con il lavoro che fai. Evita frasi del tipo “faccio il lavoro perché mi è capitato”, questo non sarebbe un gran modo di presentarti.

Un’altra domanda potrebbe essere: “Quali sono le sue esperienze passate?”
Questa domanda potrebbe arrivare subito dopo la prima o non esserci del tutto. In questo caso, ricordati di cosa hai scritto nel CV, si coerente. Racconta le tue esperienze tenendo presente il ruolo per cui ti stai candidando. Mostrati determinato e interessato alla posizione per cui ambisci (se sei sicuro che questo è il lavoro che veramente vuoi ottenere) e soprattutto mostrati interessato all’azienda.

Potrebbero chiederti: “Un pregio  e un difetto”
Pensaci. Questa è una domanda che potrebbero farti se sei un profilo Junior. Tu arriva preparato. Prima del colloquio dividi un foglio di carta a metà e da un lato scrivi i tuoi pregi e dall’altro i tuoi difetti. Per ogni pregio indica anche un esempio concreto, per ogni difetto pensa a come potrebbe essere trasformato in pregio o come superarlo.

Qualche esempio: sono critico quindi tendo a non fermarmi mai al primo risultato, ma a dare il meglio. O ancora: sono scrupoloso e questo fa sì che non mi scappi neanche un refuso.

Un’altra domanda, che non manca mai ai colloqui è se conosci già di cosa si occupa l’azienda. Mi raccomando, prima di affrontare il colloquio, visita il sito, leggi la descrizione e la mission aziendale. Agli occhi del selezionatore apparirai motivato e desideroso di entrare a far parte della loro squadra.

Poi ci sono altre domande che potrebbero incorrere in domande più ambigue, altre, invece, che servono a testare la tua motivazione.
Tra le prime potrebbero chiederti: “Perché ha lasciato il lavoro o vuole lasciare il suo lavoro attuale?”
Questa domanda ovviamente viene posta a chi ha già una certa esperienza e non a chi è alla prima occupazione. È una domanda difficile, ma serve a testare il motivo per cui tra le tante aziende hai scelto loro. Punta sulla sfida e le opportunità di crescita professionale e personale che l’azienda potrebbe offrirti.

Subito dopo potrebbe seguire la domanda: “Il vantaggio che lei può portare all’azienda.”

Rifletti bene. Questa domanda potrebbe esserti fatta sia nel caso in cui tu sia una risorsa junior (per testare anche la tua creatività/originalità) sia nel caso tu sia un senior.

Nel caso in cui tu avessi avuto già esperienza nello stesso settore per cui ti sei candidato potrebbero chiederti “Qual è stata l’attività lavorativa o il progetto più soddisfacente e quale è stato quello più stressante?”

Queste sono solo alcune delle domande, ovviamente ogni “colloquio” e a se.

Ma una cosa è certa. A fine colloquio i selezionatori tendono a chiederti se hai qualche domanda.
Se il selezionatore te lo chiede, non rispondere di no! Fare domande è sintomo di interesse e curiosità quindi preparatele già prima del colloquio o pensaci mentre il selezionatore ti sta parlando. Qualche esempio? Potresti chiedere quali sono gli obiettivi che si sono prefissati di raggiungere; se lavorerai in team, etc. In questa fase, soprattutto se è un primo colloquio, evita domande sullo stipendio; se invece sei un senior saranno loro a domandartelo.

Show Buttons
Hide Buttons